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Napoli Verona 2-0 | In 2 sul divano

Parte prima: Luigi

Anno nuovo, usanze vecchie!

Anche per la partita dell’Epifania, l’ultima prima della pausa “invernale”, il mio “socio” riesce come nelle ultime partite a perdere più tempo del consentito e a prendere posto sul divano dopo avermi costretto, per aspettarlo, a stoppare il mySky e a sorbirmi 2/3 minuti di fermo immagine dell’arbitro Abisso, pronto con il fischietto in bocca a dare inizio alla partita.

Ma dove non arriva la pazienza di un padre? Ci sarebbe di che arrabbiarsi, soprattutto in considerazione di quanto mi dia fastidio vedere le partite anche con il minimo ritardo… Ma mentre lo guardo sedersi, senza scusarsi o ringraziare per l’attesa, ma con un sorrisino mal celato sul viso, comincio a pensare che stia solo praticando l’ennesimo rito scaramantico!

In ogni caso sono già abbastanza preoccupato di mio, come potrei non esserlo dopo la partita di Coppa Italia persa in settimana con l’Atalanta? Si gioca col Verona, una delle squadre più scarse che ho visto nel girone di andata, ma è appunto passato tutto un girone, hanno Caceres (un ex gobbo che ci ha segnato spesso e volentieri) ed abbiamo l’ormai abituale “mannaia” che pende sulla nostra testa: dobbiamo vincere.

Sì perché è inutile fare i distaccati, far finta di pensare che mancano ancora 19 partite e quasi 5 mesi di competizione, ma sapere di essere primi con un punto di vantaggio sui carcerati un po’ di pressione la mette… e se ne mette a me che sto sul divano, vogliamo pensare un attimo a quanta possano avvertirne i nostri eroi in maglia azzurra, circondati da uno stadio pieno che canta, alternativamente, “Devi vincere” o “Devi fare goal, gonfia la rete” (coro che piace molto al nostro amico Davide, che voleva partecipasse a Sanremo…)?

Comunque, il primo tempo è a senso unico: grande gioco, palo di Dries a portiere battuto e almeno altre 4 o 5 palle goal limpide non concretizzate, tra cui un incredibile errore di Lorenzo messo a tu per tu col portiere scaligero da un tacco di Allan. Resta l’impressione che tendiamo a complicarci la vita da soli, che la nostra grande forza (il gioco, i meccanismi oleati, gli interscambi fatti ad occhi chiusi) sia allo stesso tempo il nostro grande limite da cui raramente si riesce ad uscire per esempio con un tiro da fuori area (non necessariamente un tiroaggiro Lorè…), ma ci sta che questa mia lettura pessimistica (guarda caso) sia del tutto personale e non suffragata dalla realtà delle cose, magari figlia di quella pressione di cui dicevo qualche riga più su.

In ogni caso, il Verona al 45° riesce a portare a casa la pelle.

Pepe non ha praticamente mai toccato la palla, loro non hanno quasi mai superato centrocampo.

Parte il mio rito scaramantico, la telefonata con Nicola, che a differenza di me si dichiara tranquillo, pensa già all’Atalanta tra quindici giorni.

Beato lui!

Anche Marco nei gesti sembra tranquillo e fiducioso e devo accontentarmi delle mie sensazioni, del resto avere indicazioni più circostanziate circa i suoi stati d’animo non è consentito a noi comuni mortali, meno che mai chiedendole…

Il secondo tempo comincia come era finito il primo: Verona tutto dietro, che non prova praticamente neanche più a superare centrocampo, e azzurri che continuano con percentuali incredibili di possesso palla e con un gioco che seppure non raggiunge picchi eccelsi, oscilla comunque su livelli qualitativamente molto buoni, con tutti gli interpreti ben al di sopra della sufficienza.

Purtroppo, la mia ansia comincia a raggiungere quote pericolose: il mio occhio va più spesso sul cronometro che sulla palla, e la finta tranquillità fin qui ostentata diventa sempre più difficile da mantenere… è colpa mia che non starei sereno nemmeno se si giocasse Napoli-Sangiuseppese,  che pensare al Napoli e  alla legge di Murphy (se qualcosa può andar male, lo farà) è un tutt’uno, o sono giustificato dall’averne viste troppe negli ultimi 50 anni?

Si passa per un palo di Lorenzo a portiere praticamente battuto, per un goal annullato a Dries per un fuorigioco di Josè, con tanto di esultanza “abortita” in casa Potenza, e si arriva al 20°… calcio d’angolo di Rui, testa di K2 incredibilmente saltato solo ad un metro dalla porta e palla in fondo al sacco!

Gooooooooooal!

Sìiiiiiiiiiiiii!

Stavolta l’urlo non ci si strozza in gola, viene solo ripetuto quando l’arbitro indica il centro del campo dopo il famoso “silent-check” col V.A.R.

Di colpo non sono più sul divano, sono su un lettino in riva al mare, sereno.

Certo, ci sarebbe sempre la possibilità di un rigore, un autogoal, un colpo di testa, una papera di Pepe, ma anche se lo dichiaro (e Marco guarda in alto, senza parlare…), in realtà non sono convinto: la fatica è finita, ormai abbiamo vinto.

In più, al 33° il classico destro al volo di Josè (su assist di Lorenzo, of course…) finisce nel sacco, a conferma che oggi, con noi, Murphy non si applica!

La partita praticamente finisce qui, almeno per me, che continuo fino al fischio finale a navigare nel mio “nirvana” ingiustificatissimo (era il Verona, mica il Bayern Monaco…).

Penso alla classifica, penso all’attività di “gufaggio” che mi attende nel prosieguo del pomeriggio (confido nell’Atalanta, mentre con i carcerati non sono particolarmente ottimista), penso da buon pragmatico intanto a blindare il posto Champions… per i sogni a tre colori c’è tempo, assicuriamoci l’obiettivo minimo, visto che anche l’Inter è tornata sulla terra!

Ora quindici giorni di “buco”… che pizza!

Vabbè guardiamo anche qui il bicchiere mezzo pieno: che almeno i ragazzi si riposino e tornino carichi, mentre noi tifosi intanto possiamo goderci la vista dall’attico!!!

 

 

Parte seconda: Marco

 

La partita della befana è il classico epilogo delle feste natalizie. Solitamente, è la prima partita dell’anno nuovo, subito dopo la pausa, a differenza di quest’anno, che rappresenta la partita prima della sosta. Poco importa tutto il preambolo, l’importante per noi tifosi è che si giochi!

Al San Paolo, arriva il Verona, un avversario che non può mai essere preso sotto gamba. In più, per quanto scritto sopra, sbagliare la partita prima della sosta e permettere un eventuale sorpasso non colorato non sarebbe davvero ammissibile. Ancora non ci siamo ben ripresi dalla batosta subita martedì contro l’Atalanta, eppure bisogna ripartire subito, senza possibilità di errore.

Per questo motivo, io e papà ci presentiamo con il massimo impegno, quasi puntualissimi, davanti alla televisione. Certo, dipendesse solo da noi, avremmo già vinto 10 Champions…

Dopo aver terminato il pranzo con più di qualche dolce portato dalla befana, inizia la partita, con gli azzurri che sembrano in giornata. Certo, sono un po’ preoccupato per la prestazione di qualche spagnolo: Reina su tutti l’ho visto molto attivo sui social, facendo le ore piccole per portare ai suoi bambini qualche regalo, come vuole la tradizione. In Spagna, infatti, la festa de ‘Los reyes magos’ è molto sentita. Il campo fortunatamente smentirà questa mia preoccupazione.

Il Napoli alterna momenti di maggiore intensità ad altri di quasi tranquillità, creando comunque una buona mole di occasioni, ma senza trovare la via della rete. Il Verona, invece, si rintana completamente nella propria metà campo e nemmeno crea un’occasione. La partita sembra bloccata, non riusciamo a trovare il bandolo della matassa.

Papà inizia ad essere, come suo solito, negativo. Ma io sono fiducioso che alla fine emerga ancor di più la disparità dei valori in campo. Al secondo palo azzurro, papà inizia ad essere quasi convincente con le sue idee ma non voglio cedere. Fortunatamente ci pensa K2 a darmi ragione e a non disilludermi. Stacco imperioso di testa ed è 1-0! Certo il tempo che passa dal momento in cui il difensore senegalese gonfia la rete a quando l’arbitro effettivamente indica il centro del campo è preoccupante… Ma rivedendo più di qualche replay, in realtà non ci sono assolutamente motivi per annullare il gol.

Il Verona continua a non creare ed è questo il momento di schiacciare la testa del serpente. Ci pensa Josè, tornato al gol dopo tanto, troppo tempo, su un grande assist di Lorenzinho, durante una delle poche giocate che indovina durante l’arco della partita (un paio di errori clamorosi sotto porta). Ma questo non ci importa, gli perdoniamo tutto quanto, soprattutto perché siamo 2 a 0!

Da qui in avanti, la partita è in discesa ed è solo un attendere il triplice fischio dell’arbitro. Certo se la mano di Bernardeschi fosse stata valutata correttamente, staremmo parlando di un’altra giornata e di una sosta vissuta in maniera diversa… Ma non fa niente, testa già a Bergamo, per provare a prenderci la nostra vendetta.

 

Forza Napoli sempre!

 

Per la redazione

Luigi & Marco Potenza

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