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Crotone Napoli 0-1 | In 2 sul divano

Parte prima: Luigi

Anche oggi siamo pronti, c’è l’ultima “fatica” dell’anno.

Il ricciolino, una ne fa e cento ne pensa, ha ritenuto corretto inventarsene un’altra delle sue… nulla di particolarmente grave o complicato, un impegno in più incastrato là dove non ci sarebbe tempo,  con la conseguenza che anche oggi cominciamo in ritardo di un paio di minuti sulla diretta della partita.

Ma vogliamo arrabbiarci per così poco?

Le sensazioni di partenza non sono buonissime: Zenga mi è antipatico, ci abbiamo già perso giocandoci contro da allenatore ed in più il campo di Crotone già dalle prime battute non sembra essere propriamente un tavolo da biliardo.

I primi minuti della partita confermano inoltre che purtroppo i nostri si sono fatti un po’ prendere la mano dalle “usanze locali”, infatti i primi cinque minuti sembrano una sorta di gara a chi tira la palla più lontano. Dispiace che con la nostra qualità si scenda al livello di una squadra che lotta per la salvezza, ma capisco che non si può essere sempre nella forma migliore.

Ciononostante, fortuna vuole che dopo 17 minuti il capitano azzecchi un sinistro dei suoi che lascia completamente immobile l’estremo difensore avversario.

Urlo in casa Potenza, uno a zero per noi, palla al centro.

Purtroppo il gol non sblocca i nostri meccanismi: la superiorità è netta, il Crotone non sognerebbe neanche con le mani, ma noi continuiamo a cincischiare, a non concretizzare la migliore organizzazione, a sprecare occasioni potenziali.

Finisce il primo tempo E sono arrabbiato.

Chiamo Nicola, come al solito, ma non l’ha vista e non posso sfogarmi con lui. Parlarne con la sfinge che mi sta al fianco? Impensabile, o meglio… Io potrei anche parlarne, il muto non risponderebbe affatto!

Riprende il secondo tempo con Crotone un po’ più determinato (ma sempre scarso), e con i nostri che continuano a sbagliare assist decisivi, senza riuscire così a chiudere definitivamente la pratica. Più si avvicina la fine, più sono impaurito, più sono arrabbiato, più temo di rovinarmi il Capodanno. Per fortuna L’arbitro Mariani per ben due volte evita di ricorrere al VAR per due episodi nella nostra area, evitando così anche solo il rischio di dover dare una massima punizione a vantaggio dei pitagorici, il secondo dei quali già in fase di recupero a causa di un contrasto tra Maggio e un avversario.

Al fischio finale sono imbufalito come poche altre volte: rischiare di veder compromessa una vittoria dopo una superiorità così schiacciante mi manda al manicomio. Ma è un attimo: vedere il ricciolino sorridente e soprattutto buttare uno sguardo distratto alla classifica ancorché provvisoria, mi riallinea immediatamente al giusto mood.

Siamo primi in classifica! E ora chiudiamo l’anno sul trespolo: non funzionerà con i gobbi, ma con nerazzurri e lupacchiotti qualche speranza in più la vedo…

Marco, contento? Certo pà, soprattutto se penso che tra 3/4  giorni ritorniamo di nuovo in campo…

 

Parte seconda: Marco                            

Crotone – Napoli, ultima partita dell’anno solare. Un rapido excursus lo merita, quindi, il 2017, nella sua semplice accezione sportiva e azzurra in particolare. Un anno che ci ha visto raggiungere complessivamente i 99 punti, con un ruolino, specialmente in trasferta, invidiabile. Da recriminare, in generale, la partita in Champions in Ucraina e, in minima parte, anche quelle con City e Real al San Paolo. Probabilmente, la vera forza delle due squadre si è mostrata solo con il tempo, che le ha indubbiamente poste come le due più forti nel panorama mondiale e a cui, seppur per un tempo solo in entrambi i casi, siamo stati superiori.

Ma il 2017 si deve ancora concludere, manca la trasferta calabrese, da non sbagliare. C’è il rischio di entrare in campo sottovalutando gli avversari, o appesantiti dalle recenti feste, magari non ancora abituati a giocare in un periodo che prima di questa stagione è stato sempre scevro da impegni agonistici. Ma se vogliamo ambire a qualcosa di importante, queste non possono essere motivazioni sufficienti per mancare quest’appuntamento.

Io e papà siamo pronti sul divano, in ritardo di un solo minuto, facilmente colmabile durante le pause del match. Pronti via, mi appare evidente solo una cosa: il terreno di gioco è in pessime condizioni. Non è per fare polemica o per lamentarsi a prescindere, ma è vergognoso avere un campo di Serie A in queste condizioni, con zolle che si alzano di continuo. È ovvio che sia la squadra più tecnica ad avere maggiori difficoltà, ma si dovrebbe cercare di agevolare lo spettacolo, soprattutto se l’obiettivo resta quello di risollevare il livello del campionato. Papà, invece, pensa semplicemente sia colpa nostra, che ci stiamo adattando al gioco e al livello dell’avversario. Sarà…

La differenza tecnica c’è e si vede, anche se non creiamo particolari brividi a Cordaz. Fortunatamente però, la partita si mette in discesa al 17° con, l’ormai solito, numero 17. Già era più che meritata la toppa celebrativa per tutto quello che ha fatto in 10 anni, ma il gol di stasera è fondamentale nell’ economia della partita e, perché no, di tutto il campionato.

La partita procede, ma senza particolari emozioni. Lorenzo e Dries non sono in giornata, o almeno non alla stessa maniera in cui li avevamo lasciati nelle ultime due apparizioni. Certo, resta la traversa, ma oggi si poteva e si doveva creare molto di più.

Buono anche l’ingresso di Amadou, Piotr e Marko, che sembrano più dinamici e vogliosi rispetto ai titolari.

Un paio di brividi corrono lungo la schiena per episodi in area di rigore. Anche in area loro, per carità, ma la partita andava chiusa prima e non protratta fino all’ultimo. Ma si dice che le grandi squadre, quelle vincenti, passano anche per questi match.

Io non so se questo sia vero, bisognerà aspettare Maggio. Intanto mi prendo i 3 punti e, per quanto conta, il titolo di Campioni d’Inverno.

Forza Napoli sempre!

 

Per la redazione

Luigi & Marco Potenza

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